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Ecco perché (e come) le aziende pharma devono essere social

05 luglio 2018
tempo di lettura: 3 min

da AboutPharma

di Redazione

I social media hanno la capacità di diffondere informazioni, creare comunità, condividere idee e valori. Sempre più spesso sono utilizzati per reperire feedback su prodotti e servizi. Tutti aspetti che innegabilmente possono contribuire a far crescere il business. Perciò le aziende pharma devono essere social. Devono saper gestire questo prezioso strumento, bilanciando l’opportunità di entrare in contatto diretto con i potenziali clienti e la necessità di garantire il rispetto delle normative sui contenuti e le modalità della comunicazione in ambito sanitario.

Servono strategie mirate, esperti di internet e obiettivi precisi per muoversi tra i social. Le piattaforme infatti non sono tutte uguali, hanno utenti e linguaggi diversi. Niente va lasciato al caso.

Come esserci e su quali canali

La presenza sui social media è oramai fuori discussione. È il “luogo” dove si trovano i pazienti, i clienti, i consumatori e gli specialisti. Ed è qui che le aziende dovrebbero essere. Ma come esserci e su quali canali, può fare davvero la differenza. Per questo motivo è fondamentale prima di tutto avere le idee chiare. I social media sono uno tra i tanti strumenti di marketing che l’azienda ha a disposizione per posizionare il proprio brand, far conoscere i prodotti e generare interesse tra l’utenza. Il web marketing amplifica e valorizza il posizionamento di mercato di un’azienda (non lo crea). Funziona da cassa di risonanza valorizzando quello che già di buono esiste e contribuisce a incrementare i risultati dell’azienda.

La strategia prima di tutto

Qualunque azienda si approcci ai social media deve sapere che per raggiungere l’obiettivo prefissato è necessario avere una strategia di marketing. Un piano integrato che tenga conto di cosa si vuole comunicare, a chi, in che modo e su quali canali. È indispensabile però fare una distinzione tra strategia e strumenti. La strategia infatti nasce in seno all’azienda, gli strumenti sono funzionali a essa e possono essere modificati, utilizzati insieme, o attivati separatamente. O ancora testati per valutare la miglior efficacia. Google, sito web, Facebook, youtube e altro ancora, sono potenti strumenti che si affiancano alla strategia. Se il piano marketing è solido e funzionale agli obiettivi, i canali e gli strumenti ne potenziano gli effetti.

Gli strumenti giusti

Il web marketing strategico sa riconoscere gli strumenti giusti riuscendo a integrare l’innovazione (nuovi motori di ricerca, nuovi canali sociale etc.). Ma sa anche individuare mezzi nuovi e alternativi qualora fosse necessario sostituirli (strumenti che diventano troppo costosi, o che non sono più efficaci come in passato).

Affidarsi a fornitori qualificati

Una volta chiarita la strategia è fondamentale affidarsi a un’agenzia che comprenda gli obiettivi e che conosca gli strumenti per potenziarla, misurandone l’efficacia. L’agenzia è consapevole che i social network, – così come i siti web, i blog i motori di ricerca etc. – portano risultati solo se utilizzati in modo corretto. E il solo modo per utilizzarli correttamente è sapere a cosa servono e in che modo possono potenziare e attuare la strategia condivisa con l’azienda. Una buona agenzia conosce le regole del gioco e aiuta l’azienda a comunicare in ottemperanza alla legislazione che in materia di salute ha regole ferree e ben precise. In ultimo, usa gli strumenti per misurare l’impatto delle attività di web marketing ed è in grado di correggere il tiro qualora sia necessario.

Prossimo appuntamento: Facebook

Fino a qui abbiamo dato una visione generale di un fenomeno ampio e in continua evoluzione. Mentre nel prossimo articolo affronteremo in modo pratico come approcciarsi a un’attività di web marketing su uno dei canali (e strumenti) più diffuso e controverso: Facebook. Lasceremo ai lettori una sorta di check list operativa, che possa guidarli nell’approcciarsi a questa modalità di comunicazione sempre più diffusa e talvolta utilizzata a regime ridotto rispetto alle reali potenzialità.